• Maria D'Aleo

Il digiuno intermittente: pro e contro



Casseruola bianca chiusa

Il termine digiuno può assumere diverse accezioni. Digiunare può significare astenersi completamente dal cibo per un certo numero di giorni, oppure limitare l’assunzione di cibo a determinate fasce orarie nell’arco della giornata.

Oggi parleremo di una particolare forma di digiuno, che potremmo definire “soft”, in quanto non si protrae per uno o più giorni, ma consiste semplicemente nel limitare l’assunzione di cibo ad un intervallo temporale più breve del normale, cioè a circa 8 ore nell’arco di una giornata.

Questa forma di digiuno è nota come “digiuno intermittente”.

I benefici del digiuno intermittente

Ma cosa ha scoperto la scienza a riguardo? Esistono davvero i benefici, tanto decantati dai media, del digiuno intermittente sulla salute e sulla composizione corporea?

In effetti, la ricerca suggerisce di sì.

Il digiuno induce, negli animali coinvolti negli studi, dei cambiamenti fisiologici positivi concreti ed apprezzabili, come:

  • Una minore incidenza di malattie degenerative e metaboliche

  • Un ritardo nella comparsa delle stesse malattie

  • Modificazioni della composizione corporeo, come la riduzione del grasso corporeo, senza intaccare la massa magra.

Ma allora, devo iniziare a digiunare per dimagrire e per migliorare la mia salute?

La risposta non è così scontata.

Innanzitutto, siamo ben lontani dal poter affermare che il digiuno intermittente sia così benefico per gli esseri umani: gli studi sull’uomo non sono ancora molti e quelli condotti finora hanno coinvolto campioni piuttosto piccoli. Inoltre, la maggior parte presenta alcune limitazioni metodologiche che non consentono di trarre conclusioni definitive. In pratica, c’è ancora molto da indagare.

Inoltre, il digiuno intermittente può produrre benefici su chi è in sovrappeso o obeso, mentre pare che gli stessi benefici non si verifichino in chi sia già magro e si mantenga fisicamente attivo.

Digiuno intermittente VS restrizione calorica

Ma il limite principale, a mio avviso è un altro: benefici paragonabili a quelli attribuiti al digiuno intermittente sono sicuramente riproducibili attraverso la restrizione calorica e l’aumento dell’attività fisica. Effetti simili sono ben documentati sia sugli animali (non solo i topi, ma anche i primati) sia sull’uomo.

La locuzione “restrizione calorica”, indica la riduzione delle calorie assunte con l’alimentazione.

Inoltre, il digiuno diventa perfettamente inutile se viene usato come una carta “jolly” per porre rimedio agli eccessi o alle abitudini alimentari scorrette. I benefici, ammesso che abbiano luogo, sono temporanei. Se, al contrario un soggetto ha già un peso ottimizzato, pratica regolarmente uno sport e ha uno stile di vita sano, a cosa serve complicarsi la vita con il digiuno intermittente?

Pertanto le domande a cui dobbiamo rispondere prima di scegliere quale strategia faccia al caso nostro sono:

  • Ha senso fare nostra una strategia, per certi versi, molto più rigida e limitante di una normale dieta ipocalorica associata a un programma d’esercizio fisico?

  • Vale la pena di adottare una strategia che non ha fornito ancora sufficienti prove d’efficacia sull’uomo, quando ne esiste una che ha effetti comprovati e sicuri?

A mio avviso, il gioco non vale la candela. Abbiamo a disposizione così tante armi da usare per migliorare la qualità e la durata della nostra vita, che non serve cercare la formula magica nel digiuno intermittente.

#digiunointermittente #restrizionecalorica

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