• Maria D'Aleo

La dieta “giusta”.

Aggiornato il: 2 giu 2019



Frutta assortita sul bancone

Esiste una dieta giusta? Una dieta adatta alla maggior parte delle persone sane e fisicamente attive?

In un certo senso, sì: potremmo definirla la “dieta equilibrata”. Il suo vero limite è che pochi la conoscono veramente.

Che cos’è la dieta equilibrata?

È semplicemente quella approvata dalle varie organizzazioni, costituite da esperti della nutrizione i quali, a livello mondiale, hanno stilato linee guida per la corretta alimentazione.

La difficoltà nel conoscerla e capirla, dipende dal fatto che nessuno la insegna!

Probabilmente ciò accade perché tutti sanno mangiare (nel senso di ingerire del cibo) e al senso di fame si risponde mangiando. La scelta degli alimenti e delle loro quantità, in genere, dipende dal gusto personale e dall’appagamento psicologico che ne può derivare, nonché da tradizioni e abitudini familiari che difficilmente vengono messe in discussione.

Tale soggettività è ciò che fa la differenza.

Sulla base delle conoscenze odierne, è proprio questa libertà soggettiva non regolamentata (nemmeno a livello istituzionale) la causa, a lungo termine, del sovrappeso e della maggior parte delle patologie d’organo conseguenti ad una errata alimentazione.

La mancanza di conoscenze e di regolamentazione, insieme ai limiti di una scienza che non può essere assoluta, portano ogni giorno alla creazione di nuove mode basate sull’esasperazione di concetti e meccanismi metabolici reali, oppure alla proposta di facili scorciatoie per riparare ai danni occorsi nel tempo, causati da uno stile di vita inadeguato.

Spesso, però, tali innovazioni risultano del tutto inutili se non, addirittura, dannose. A nulla serve provare la più recente novità in campo nutrizionale: la soluzione è conoscere le basi di un’alimentazione equilibrata.

Le caratteristiche di una dieta equilibrata.

Un modello nutrizionale, per poter essere definito equilibrato deve rispettare questi requisiti:

  • Soddisfare i corretti apporti nutrizionali atti ad ottenere un buono stato di salute e a mantenere il peso nella norma;

  • Rispettare il gusto personale, le abitudini e le tradizioni. Fermo restando che bisogna essere coscienti e pronti ad un cambiamento, che riguardi la modalità, la quantità, l’integrazione di ciò che manca o la limitazione di alcuni tipi di alimenti facenti parte delle vecchie abitudini alimentari;

  • Lasciare massima libertà di scelta, controllando le corrette proporzioni tra i nutrienti, mantenendo continuamente la varietà e controllando la quantità degli alimenti;

  • Non deve far pensare al cibo come una missione nella vita. Mangiare e’ un piacere e come tale deve essere considerato. Una volta raggiunto il normopeso e con un buon livello di attività fisica le privazioni saranno minori, una cena in compagnia difficilmente sarà motivo di sensi di colpa, la conoscenza in campo alimentare vi permetterà di destreggiarvi meglio fra le tante proposte alimentari;

  • Essere proposto rispettando tutti i punti precedenti, su misura per ciascuno, così da far crescere la motivazione ed essere sostenibile nel lungo periodo.

Ricordiamoci, infatti, che la motivazione è l’unica chiave per il successo!

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